Distruzione dell' Avorio - perché

Il  SIGNIFICATO  DELLA  DISTRUZIONE  DELL‘  AVORIO

Foto: The David Sheldrick Wildlife Trust
Foto: The David Sheldrick Wildlife Trust

 

Il Kenia è stato il primo paese che nel 1989 ha bruciato le proprie scorte di avorio confiscato. Il messaggio che fu dato al mondo grazie a questo primo gesto fu che il valore monetario dell’ avorio distrutto durante tale incendio non contava e non conta nulla rispetto alla vita degli elefanti. In tal modo il Kenia ha dichiarato guerra ai bracconieri ed annunciato al mondo intero il proprio no rispetto al commercio di avorio, dando assoluta priorità alla difesa degli elefanti.

 

In seguito al drastico incremento dei bracconieri nel corso degli anni, sia il Kenia che altri paesi hanno ripetutamente distrutto le proprie scorte di avorio,

 

- al fine di dare un segnale inequivocabile di intolleranza rispetto a qualsiasi forma di bracconaggio e contrabbando,

 

- e per sensibilizzare l’ opinione pubblica sul tema dello sterminio degli elefanti e del bracconaggio. 

 

- L’ atto del distruggere l’ avorio getta luce sulla situazione di emergenza in cui vivono migliaia di elefanti, che ogni anno vengono sacrificati a causa di azioni criminali;

 

- deve servire come sistema deterrente per i criminali e mettere loro di fronte al fatto che tutti i reati contro la natura non saranno in alcun modo tollerati, anzi saranno puniti con ingenti multe,

 

- mentre i consumatori di avorio devono essere consapevoli di quali danni stanno causando mediante il loro acquisto.

 

- La distruzione dell’ avorio di stato deve togliere definitivamente la speranza a

  bracconieri, contrabbandieri, speculatori e consumatori che ci sarà di nuovo un

  mercato legale per l ‘avorio.

 

 Non è ancora chiaro il motivo per cui ci siano delle scorte di avorio, perché in seguito alla condanna dei criminali e dopo un certo periodo di tempo il materiale sequestrato deve essere smaltito. La conservazione dell’ avorio è costosa ed il valore del materiale attira l’ attenzione per possibili furti.  Il segnale che arriva dagli stati quando l’ avorio viene immagazzinato non è positivo, visto che conservare l’ avorio significa speculare e prima o poi trovare un mercato legale per questo materiale vendendolo a scopo di lucro. Se si vuol dare agli elefanti una chance di sopravvivenza, non può esistere un mercato dell’ avorio. E’ possibile sfuggire al pericolo di estinzione in cui si trovano ora gli elefanti solo mettendo al bando completamente e definitivamente il commercio dell’ avorio. Continuare con questo business significa condannare migliaia di animali all’ estinzione. Conservare l’ avorio significa speculare su questo sterminio di elefanti. 

 

L‘ unico modo per salvare gli elefanti  è rendere nullo il valore dell’ avorio, mettendolo al  bando a livello sociale e rendendolo così inutile. Proprio questo è il motivo per cui vengono fatte queste manifestazioni pubbliche di distruzione dell’ avorio.

 

Alcuni sostengono che è un peccato distruggere l’ avorio, perché si potrebbe vendere questo materiale prezioso ed utilizzarne gli introiti per sostenere azioni di difesa e protezione degli elefanti direttamente in Africa. Tuttavia queste persone dimenticano che TUTTE le vendite di avorio sono dannose e sono una forma di incitamento per i bracconieri. La domanda per questo bene è insaziabile e sarebbe ulteriormente stimolata nel caso di azioni di questo genere.

 

Su tutto deve prevalere il divieto internazionale del commercio di avorio. Per ogni paese che ha sottoscritto l’ accordo raggiunto durante la Convenzione di Washington (CITES - Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) l’ esportazione dell’ avorio è illegale. Secondo la regolamentazione stabilita da tale Convenzione l’ avorio sequestrato può essere utilizzato solo per fini di conoscenza e di studio, al termine del processo legale e dopo il prelievo di un campione di DNA per determinarne l’ origine.

 

Quindi risulta anche falsa l’ affermazione secondo cui la distruzione dell’ avorio confiscato ne comporterebbe un aumento del prezzo sul mercato, visto che il divieto di commercio dovrebbe impedirne l’ ingresso sul mercato.

 

La pressante proposta di inondare il mercato con la vendita di avorio affinché la domanda di questo bene sia soddisfatta ed al fine di ridurne i prezzi  non può funzionare, al di là del fatto che tale vendita sarebbe illegale; anzi si può dimostrare il contrario prendendo in considerazione la cosiddetta “vendita unica” autorizzata da CITES: il prezzo da allora è aumentato velocemente ed di conseguenza si è avuto un incremento drastico del bracconaggio.

 

Le disposizioni di CITES prevedono che anche nel caso di queste vendite uniche venga venduto solo l’ avorio appartenuto ad elefanti deceduti per cause naturali, ad elefanti “problematici” oppure abbattuti selettivamente. L‘ avorio appartenente ad elefanti cacciati di frodo, già sequestrato, non può in alcun modo essere venduto.

 

Da luglio 2014 anche CITES riconosce e raccomanda la distruzione dell’ avorio illegale, piuttosto che la conservazione.

 

Tutti gli stati sono obbligati a controllare le importazioni e le esportazioni da e verso il proprio paese, tuttavia solo una piccola parte dell’ avorio di contrabbando viene scoperta e sequestrata. Gli esperti ritengono che circa il 90% di questo avorio non venga scoperto durante i controlli in dogana e quindi sia introdotto di nascosto  sul mercato legale.

 

Per tali ragioni, se l’ umanità vuole essere così generosa da permettere agli elefanti di continuare a vivere su questo pianeta, si richiede con urgenza che soprattutto Cina, Hong Kong, Stati Uniti e Tailandia chiudano completamente il mercato nazionale di avorio.

 

Alla luce di ciò la lettera aperta del   22 gennaio 2014, in cui 11 organizzazioni non governative intimavano ai governi UE la distruzione delle scorte di avorio (vedi download sotto), risulta essere molto attuale.

 

Se un paese europeo distrugge le proprie scorte di avorio dimostra, oltre alla propria consapevolezza ambientale ed alla determinazione nella lotta ai criminali che si occupano di bracconaggio, di essere molto solidale con i paesi africani ed asiatici che si battono per salvare i propri elefanti.

 

 Il Belgio e la Francia hanno già organizzato azioni pubbliche di distruzione dell’ avorio nel 2014. L’ Italia ne ha fatta una nel marzo 2016.

 

Si dice che la Germania abbia un ruolo rilevante all’ interno dell’ Unione Europea. Quando avverrà la distruzione delle tonnellate di avorio che sono conservate in Germania?

 

 

Nell‘ aprile 2016 il Kenia brucerà più di 100 tonnellate di avorio, la quantità maggiore di merce che è stata distrutta in azioni di questo genere.

 

La Tanzania vorrebbe continuare a conservare le oltre 120 tonnellate di avorio di cui dispone…

 

 

 

 

Birgit Hampl

Traduzione: Maria Masperi

 

Foto: The David Sheldrick Wildlife Trust
Foto: The David Sheldrick Wildlife Trust
Lettera aperta ai governi UE
2014_01_22__Appeal-to-EU-Governments-to-
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